Conguaglio da 1.800 euro: quanto ne devi pagare davvero
Sui consumi di luce e gas la prescrizione è di due anni. Ma non scatta da sola: se non la sollevi tu, per iscritto e in tempo, quei soldi li paghi lo stesso.
Il maxi-conguaglio ha sempre la stessa faccia. Anni di bollette basse, calcolate su consumi stimati. Poi una lettura vera, e una fattura che chiede di colpo mille, duemila, tremila euro «per ricalcolo periodi precedenti».
La prima domanda che ci fanno è sempre: posso non pagarla? La risposta onesta è: dipende da quando sono stati consumati quei kilowattora, e da cosa fai nei giorni successivi.
La regola dei due anni
La Legge di Bilancio 2018 (legge 205/2017) ha accorciato da cinque a due anni il termine di prescrizione dei crediti per le forniture, sia domestiche sia professionali. Le date di partenza sono diverse a seconda del servizio:
- Energia elettrica: consumi fatturati dal 1° marzo 2018 in poi.
- Gas: dal 1° gennaio 2019.
Tradotto: se oggi ti arriva una fattura che ti chiede consumi di tre o quattro anni fa, la parte che va oltre i due anni in linea di principio non è più dovuta.
Il punto che frega quasi tutti
La prescrizione non è automatica. Nessuno la applica al posto tuo. È una difesa che devi eccepire: cioè dichiarare espressamente di volertene avvalere.
Se paghi la bolletta e basta, hai pagato. Se la ignori sperando che passi, rischi il sollecito e il recupero crediti. L'unica strada che funziona è scrivere.
Da sapere: ARERA (delibera 184/2020) obbliga i venditori a segnalare in modo trasparente sulla bolletta stessa quando contiene conguagli riferiti a periodi ormai prescritti, e a informarti del tuo diritto di eccepirli. Se sulla tua bolletta questa avvertenza non c'è ed è un conguaglio vecchio, è già un elemento a tuo favore.
Cosa scrivere, e entro quando
Il reclamo va mandato prima della scadenza della bolletta, per PEC o raccomandata A/R — serve una prova della data di invio. Deve contenere tre cose:
- La contestazione esplicita degli importi riferiti a periodi anteriori ai due anni, eccependo la prescrizione ai sensi della legge 205/2017.
- La richiesta di emissione di una nuova fattura, ricalcolata sulle sole somme effettivamente dovute.
- La richiesta di sospensione di qualsiasi azione di riscossione sugli importi contestati finché il reclamo non è definito.
Le eccezioni oneste
Sarebbe comodo dire che il conguaglio vecchio non si paga mai. Non è vero, e chi te lo promette ti sta vendendo qualcosa. La prescrizione non ti aiuta se:
- Il ritardo nella fatturazione dipende da un fatto tuo: contatore inaccessibile, autoletture mai comunicate, dati errati che hai fornito.
- Il termine è stato interrotto da una richiesta di pagamento formalmente valida ricevuta prima della scadenza dei due anni.
- Hai già pagato o riconosciuto il debito, anche solo chiedendo una rateizzazione: in quel momento la prescrizione riparte da zero.
Quell'ultimo punto merita un avviso in grassetto, perché è la trappola più comune: accettare un piano di rate su un importo prescritto significa rinunciare alla prescrizione. Prima si contesta, poi semmai si rateizza il resto.
Quanto vale, in pratica
Su un conguaglio da 1.800 euro che copre quattro anni di consumi, la parte prescritta può tranquillamente essere metà. Sono novecento euro che restano dove sono, per una raccomandata scritta bene e spedita in tempo.
Se ti è arrivato un conguaglio che non ti aspettavi, mandacelo prima di pagarlo. Guardare la data dei consumi e la data della fattura è la prima cosa che facciamo, e non costa niente.
Fonti
- Legge 27 dicembre 2017 n. 205 (Legge di Bilancio 2018), commi 4-10: prescrizione biennale per i crediti da fornitura di energia elettrica, gas e servizio idrico.
- ARERA, delibera 184/2020/R/com: obblighi informativi dei venditori sui conguagli prescritti.
- arera.it
Questo articolo ha finalità informative e descrive la prassi ordinaria. Ogni contratto e ogni fornitura fanno storia a sé: prima di agire, fai valutare il tuo caso specifico.